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Grotta Michele Gortani

Grotta Michele Gortani

Zola Predosa 2185m 45m

Abisso a Zola Predosa (Bologna). Sviluppo 2185 m. Profondità 45 m. N. 45 per sviluppo tra le grotte dell'Italia nel catalogo EspeleoWorld. Ingressi conosciuti: 3. Quota dell'ingresso 157 m.

Caratteristiche

  • Tipo: Abisso
  • Comune: Zola Predosa
  • N. catasto: BO 31
  • Sviluppo: 2185 metri
  • Profondità: 45 metri
  • Scheda aggiornata:

Località

L'ingresso principale in corrispondenza dei Pozzi a candela Ingresso della galleria di cava in collegamento con la grotta Ingresso da galleria di cava

Mappa

Ingressi

Verifica sempre le coordinate e le condizioni di accesso prima di partire.

  1. L'ingresso principale in corrispondenza dei Pozzi a candela

    Quota: 157 m

    44.467122, 11.221453
  2. Ingresso della galleria di cava in collegamento con la grotta

    Quota: 166.4 m

    44.466618, 11.221808
  3. Ingresso da galleria di cava

    Quota: 193.7 m

    44.465757, 11.219196
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Foto

Grotta Michele Gortani - Foto, Zola PredosaVisualizza immagine
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© Bologna Speleologica (ex CVSC) · CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ · FSRER, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna · https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/speleo/index.jsp?id=31

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Descrizione

Tipico traforo idrogeologico, sviluppatosi all’interno di un affioramento gessoso e costituito da un livello di base attivo e da numerosi livelli soprastanti fossili. Intercettato dai lavori di avanzamento di una vicina cava, ora fortunatamente dismessa, ha da questi subito importanti modifiche morfologiche sia dei suoi pozzi a candela di accesso, sia di vari tratti del suo percorso interno e del suo tratto terminale (ora fisicamente non più percorribile). All'interno è possibile osservare molte delle tipiche morfologie carsiche delle grotte dei gessi quali: i canali di volta meandriformi, i pendenti, le concrezioni calcaree, le tante sovrapposizioni dei livelli di scorrimento del torrente ipogeo etc. La parte terminale attiva della grotta è costituita da un lungo e alto canale fangoso, percorribile a fatica a causa del notevole, anche se variabile, spessore di fine sedimento argilloso. La porzione finale di questo tratto, in parte già crollata naturalmente negli anni ’30-’40 del secolo scorso, risulta assolutamente intransitabile anche se permette alle acque del torrente di scorrere fra massi caduti fino alla sua risorgente, purtroppo semidistrutta e parzialmente obliterata dal materiale di scarto dei passati lavori di cava. L'accesso alla cavità è regolamentato.

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Fonte: Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna (Regione Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna) (servizigis.regione.emilia-romagna.it), modificato. CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Regione Emilia-Romagna, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (FSRER) e i gruppi speleologici autori dei rilievi · dati aggiornati a 2018