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Grotta Martino

Grotta Martino

Riolo Terme 196m 13.8m

Grotta a Riolo Terme (Ravenna). Sviluppo 196 m. Profondità 14 m. Quota dell'ingresso 248 m.

Caratteristiche

  • Tipo: Grotta
  • Comune: Riolo Terme
  • N. catasto: RA 785
  • Sviluppo: 196 metri
  • Profondità: 13.8 metri
  • Scheda aggiornata:

Località

Ingresso principale

Mappa

Ingressi

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  1. Grotta Martino

    Quota: 247.6 m

    44.256722, 11.656541
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Foto

Grotta Martino - Foto, Riolo TermeVisualizza immagine
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© Organizzazione Speleologica Modenese · CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ · FSRER, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna · https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/speleo/index.jsp?id=785

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Descrizione

La grotta "Martino", dedicata ad un bimbo di Casola, figlio di un amico degli scopritori, nato il giorno del ritrovamento, si apre nella parete sud della porzione di Vena del Gesso compresa tra il torrente Senio e la discontinuità rappresentata dalla sella di Ca' Budrio. In questa zona la facciata meridionale della Vena si presenta con pareti verticali alte fino a un centinaio di metri formate dai banchi più potenti del ciclo deposizionale gessoso, particolare questo ancora più evidente nella rupe sottostante la chiesa di Sasso Letroso, che è sul crinale. La grotta è raggiungibile tramite la carrareccia che dalla statale conduce a Cà Furma,oltrepassandola in direzione NE, fino ad una casupola a ridosso della parete. Da qui si prosegue a piedi per tracce di sentiero, nella stessa direzione, salendo (arrancando) fin quasi a metà falesia. La grotta si apre in una specie di cengia al di sopra della quale la rupe si verticalizza. La cavità inizia con una frattura modellata a forra alta una decina di metri e larga un paio in cui è ben visibile il canale di volta fortemente eroso a testimoniare un'intensa attività idrica nel passato. Le dimensioni della parte iniziale sono eclatanti, ma presto ci si è ritrova a contorcersi in un meandrino che termina in una saletta. Il 23 giugno '96, dopo due lunghe sedute di disostruzione, viene forza una fessura sbucando in ambienti vasti, a forra meandrizzata, la grotta comincia a scendere e si arriva ad un apparente fondo, semichiuso da riempimenti sabbiosi, ma in alto una facile risalita consente di raggiungere una condotta ancora impostata sulla stessa frattura e con la stessa direzione che è su un asse NE-SW. Sulle pareti compaiono belle concrezioni "a cavolfiore" e ci sono almeno due rami laterali, ma quello principale termina poco dopo con un tappo di detriti.La grotta è una delle pochissime di chiara matrice carsica sulla falesia sud della Vena del Gesso e nonostante il suo sviluppo relativamente modesto (ma non è da escludersi qualche sorpresa) è certamente singolare se non unica nel suo genere e merita un approfondito studio speleogenetico.

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Fonte: Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna (Regione Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna) (servizigis.regione.emilia-romagna.it), modificato. CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Regione Emilia-Romagna, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (FSRER) e i gruppi speleologici autori dei rilievi · dati aggiornati a 2018