
Grotta di Pasqua di Montescudo
EspeleoWorld
Grotta di Pasqua di Montescudo
Montescudo-Monte Colombo
Sviluppo: 1315 m · Profondità: 47 m
Scheda aggiornata
https://espeleoworld.com/it/c/grotta-di-pasqua-di-montescudo-montescudo-monte-colombo
Le informazioni possono cambiare. Verifica sempre coordinate, accesso, meteo e condizioni della cavità prima di partire.
Grotta a Montescudo-Monte Colombo (Rimini). Sviluppo 1315 m. Profondità 47 m. N. 85 per sviluppo tra le grotte dell'Italia nel catalogo EspeleoWorld. Quota dell'ingresso 265 m.
Foto
© Ronda Speleologica Imolese · CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ · FSRER, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna · https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/speleo/index.jsp?id=862
Descrizione
La grotta costituisce un piccolo traforo idrogeologico che si sviluppa all’interno di un limitato ammasso gessoso dislocato, completamente avvolto dalle Argille di Casa i Gessi del Messiniano inferiore. Dalla piccola valle cieca posta a monte provengono le acque che alimentano il corso d’acqua che percorre la cavità. A monte dell’affioramento si aprono due inghiottitoi attivi che danno accesso alla grotta: il primo inizia con un pozzo oltre il quale si trovano meandri e altri brevi pozzi che si collegano poi con il resto del complesso; il secondo, a sua volta, si apre tra massi di crollo di gesso e dà accesso alla parte principale della cavità che con gallerie, meandri, cunicoli e pozzi, raggiunge dopo circa 400 m un ingresso basso, posto alla base della parete gessosa. Il torrente, che qua scorre, riceve anche le acque drenate dal primo inghiottitoio per poi diventare, un centinaio di metri più a valle, impercorribile. Tutte le acque convogliate nella cavità fuoriescono dall’ingresso basso attraverso una piccola polla. La grotta si sviluppa in modo abbastanza complesso su più livelli e con diversi rami laterali. Ciò la distingue, in qualche modo, da ogni altra cavità dei Gessi della Romagna orientale, che, in genere, non presenta tratti fossili o rami sovrapposti. Gran parte dei suoi meandri e delle sue gallerie sono infatti attualmente fossili e interessati da rari stillicidi. Numerosi e tipici sono sulle pareti i solchi di dissoluzione torrentizia, spesso sovrapposti. A tratti si rinvengono concrezioni calcaree ed infiorescenze gessose che normalmente si ritrovano nelle cavità in gesso macrocristallino della regione.
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Fonte: Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna (Regione Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna) (servizigis.regione.emilia-romagna.it), modificato. CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Regione Emilia-Romagna, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (FSRER) e i gruppi speleologici autori dei rilievi · dati aggiornati a 2018

