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Grotta del Rio Strazzano

Grotta del Rio Strazzano

San Leo 391m 22m

Grotta a San Leo (Rimini). Sviluppo 391 m. Profondità 22 m. Ingressi conosciuti: 2. Quota dell'ingresso 201 m.

Caratteristiche

  • Tipo: Grotta
  • Comune: San Leo
  • N. catasto: RN 870
  • Sviluppo: 391 metri
  • Profondità: 22 metri
  • Scheda aggiornata:

Località

Ingresso principale risorgente Ingresso inghiottitoio

Mappa

Ingressi

Verifica sempre le coordinate e le condizioni di accesso prima di partire.

  1. Ingresso principale risorgente

    Quota: 200.5 m

    43.925972, 12.339056
  2. Ingresso inghiottitoio

    Quota: 228.9 m

    43.923972, 12.340639
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Foto

Grotta del Rio Strazzano - Foto, San LeoVisualizza immagine
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© Gruppo Speleologico Bolognese · CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ · FSRER, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna · https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/speleo/index.jsp?id=870

Immagine 1 di 1

Descrizione

Non si hanno notizie circa la scoperta di questa Grotta, ubicata in destra del Torrente Marecchia, in Comune di S. Leo, a Sud dell’abitato di Legnagnone. Viene descritta per la prima volta dal CRS Nottoloni, che la rileva e che in seguito, in una con la FS Marchigiana, vi avvia studi idrologici ed iniziative didattico-protezionistiche. Viene nuovamente esplorata e rilevata nel 2016 dal GSB-USB nell’ambito della campagna di ricerche “Gessi e Soldi della Romagna Orientale, per uno sviluppo di 391 m ed un dislivello di 22 m. La cavità si sviluppa nel gesso microcristallino alabastrino seguendo a sinistra, in parallelo, la forra del Rio Strazzano, cui deve la sua origine a seguito di una cattura del torrente. In regime di magra, conferisce a valle una portata assai limitata, laminata da una fessura assorbente, che costituisce l’ingresso più a monte. E’ costituita da una successione di vani, talora comunicanti con l’esterno e gallerie freatiche che talvolta si divaricano in condotti distinti, destinati a ricongiungersi. Ove non alterate dai distacchi graviclastici di porzioni anche rilevanti di roccia, i condotti presentano le classiche forme a sporgenze-rientranze, con volte a profilo circolare, canali di volta e cupole. L’unica diramazione significativa, dello sviluppo di 70 m, sale verso Ovest in esigui ambienti, a volte bassi, altre alti fino a 5 m, ampliati dai crolli. Il suolo è ricoperto in più punti da una colata stalagmitica. A monte intercetta un arrivo da sinistra, poi si conclude in frana, nel punto che all’esterno coincide con la grande dolina a pozzo, di oltre 50 m di diametro e profonda 16 m, chiusa sul fondo da detriti.

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Fonte: Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna (Regione Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna) (servizigis.regione.emilia-romagna.it), modificato. CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Regione Emilia-Romagna, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (FSRER) e i gruppi speleologici autori dei rilievi · dati aggiornati a 2018