Skip to main content
Espeleoworld LogoEspeleoWorld
Buco del Prete Santo

Buco del Prete Santo

San Lazzaro di Savena 900m 32m

Abisso a San Lazzaro di Savena (Bologna). Sviluppo 900 m. Profondità 32 m. Ingressi conosciuti: 2. Quota dell'ingresso 124 m.

Caratteristiche

Località

Ingresso principale distrutto Ingresso attuale, dalle gallerie di cava

Mappa

Ingressi

Verifica sempre le coordinate e le condizioni di accesso prima di partire.

  1. Ingresso principale distrutto

    Quota: 124.4 m

    44.451757, 11.377027
  2. Ingresso attuale, dalle gallerie di cava

    Quota: 124 m

    44.451729, 11.377108
Scarica tutti gli ingressi in GPX

Foto

Buco del Prete Santo - Foto, San Lazzaro di SavenaVisualizza immagine
Clicca per ingrandire

© Gruppo Speleologico Bolognese · CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ · FSRER, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna · https://geo.regione.emilia-romagna.it/schede/speleo/index.jsp?id=275

Immagine 1 di 1

Descrizione

Esplorato per la prima volta dal GSB il 4 novembre 1932, il Buco del Prete Santo era allora accessibile dal pianoro soprastante il fronte della cava omonima, tramite uno stretto pozzo di 13 m ed un breve cunicolo. Già da allora la continuità con la Risorgente dell’Acquafredda risultava interrotta dai lavori di cava, a valle della Sala del Fango. Le esplorazioni del GSB si spostano pertanto verso monte lungo il corso dell’Acquafredda, al Buco della Spipola, disceso per circa 30 m e descritto nel 1903 da Giorgio Trebbi. Una disostruzione consente di accedere alla Grotta della Spipola e, nel 1933, alla Grotta del Prete Santo (Rilievo Loreta). Per lungo tempo le piene del torrente Acquafredda depositano immani quantitativi di sedimenti lungo la sezione terminale dei Sistema, rendendo inaccessibile il Buco del Prete Santo fino al 1981, quando cause naturali provocano la riapertura dell’ingresso a pozzo sul pianoro, che viene frettolosamente tombato con sterile dalla cava, la cui galleria O intercetta il “Ramo 4 novembre” della Grotta. Vi penetrano gli speleologi del GSB-USB, che l’anno seguente riaprono il passaggio verso la Grotta della Spipola, raggiungendo la Sala Cioni. Il torrente Acquafredda, in quest’ultimo tronco ipogeo, percorre ormai una via più bassa, intercettato dalla cava e il Buco del Prete Santo funge da troppo pieno del Sistema. I deflussi ordinari attualmente transitano lungo un meandro, situato 6 m al di sotto del vecchio attivo, alimentano un sifone, nelle gallerie di cava, 4 m più in basso e nondimeno - tramite fessurazioni – i bacini situati al 3° livello delle gallerie di cava. Nel 1997 la disostruzione del Buco del Muretto consente di entrare direttamente nella Sala del Fango del Buco del Prete Santo, evitando l’accesso artificiale della cava omonima. Dal rilievo di dettaglio eseguito dal GSB nel 2000 risulta che la cavità ha uno sviluppo di 560 m ed una profondità di 18. La Grotta è costituita essenzialmente da tre grandi ambienti intercomunicanti: la Sala dei Mammelloni Giganti, la Caverna delle Frane e la Sala del Fango. Vi prevalgono imponenti fenomeni graviclastici e vasti depositi di sedimenti, in una con splendide morfologie erosive (canali di volta e pendenti). Dal letto degli strati emergono grandi formazioni mammellonari.

Commenti degli utenti (0)

Nessun commento ancora.

Sii il primo a condividere la tua esperienza!

Esplorazioni registrate (0)

Nessuna esplorazione registrata.

Registra la tua visita a questa grotta!

Fonte: Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna (Regione Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna) (servizigis.regione.emilia-romagna.it), modificato. CC BY 4.0, https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/ Regione Emilia-Romagna, Catasto delle cavità naturali dell'Emilia-Romagna, Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna (FSRER) e i gruppi speleologici autori dei rilievi · dati aggiornati a 2018